Il 2026 è iniziato con una rivoluzione silenziosa, ma potentissima: la normativa sulle donazioni – soprattutto immobiliari – è stata completamente ridisegnata. Si tratta di novità che non sono semplici ritocchi tecnici, ma che cambiano il modo di trasferire il proprio patrimonio e le regole di convenienza nella pianificazione successoria. Le nuove regole riguardano:
- l’abolizione del coacervo sotto il profilo tributario
- l’autoliquidazione dell’imposta
- le regole sulla donazione degli immobili.
Vediamo più nel dettaglio le novità e l’impatto che esse hanno in casi concreti.
La fine del “coacervo”: se le donazioni non si sommano più all’eredità
Cos’è il coacervo? Il coacervo era una regola fiscale che sommava il valore delle donazioni fatte in vita a quello dell’eredità, al momento della successione, per calcolare le imposte. In pratica, se qualcuno riceveva una donazione, questa si aggiungeva all’eredità futura, rischiando di superare le soglie di esenzione fiscale e far scattare tasse più alte.
Facciamo un esempio pratico: se Mario dona 700.000 euro al figlio Luca e poi muore lasciandogli altri 800.000 euro. Con il coacervo si calcolava la tassa su 1.500.000 euro (700.000 + 800.000) meno la franchigia prevista di 1.000.000, pagando le imposte su 500.000 euro. Dal 1° gennaio 2026, questa regola è abolita. Donazioni e successioni sono separate: ognuna ha la sua quota esente. Per i figli, ad esempio, si può ricevere fino a 1.000.000 euro esente come donazione e altri 1.000.000 euro esente come successione. Dunque, la fine del coacervo permette di donare e lasciare in eredità senza cumulare le somme, raddoppiando di fatto la quota esente.
Autoliquidazione dell’imposta: più libertà, più responsabilità e rapidità
Cos’è l’autoliquidazione? Autoliquidazione significa che il contribuente calcola da solo l’imposta di donazione, senza aspettare il calcolo dell’Agenzia delle Entrate. È simile a compilare una dichiarazione dei redditi. Ad esempio, se Anna dona un immobile al figlio Giorgio. Anna calcola l’imposta dovuta (sulla base del valore catastale e delle franchigie), paga direttamente e conclude l’atto in tempi brevi, senza più aspettare che sia l’Agenzia delle Entrate a determinare l’importo dovuto.
I vantaggi sono rappresentati da una minore burocrazia, tempi rapidi, maggiore libertà, ma occorre essere precisi nel calcolo per evitare sanzioni per l’errata determinazione delle imposte.
Immobili donati: la svolta che si aspettava da anni
L’azione di riduzione è il diritto degli eredi legittimari “lesi” (cioè che ricevevano meno della quota minima prevista dalla legge) di chiedere la restituzione di un immobile donato, anche a chi lo aveva acquistato da un donatario, entro 10 anni dalla morte del donante. Ad esempio, se Paolo acquista una casa che era stata donata a Sara e gli eredi di Sara si ritenevano danneggiati nella loro quota di legittima, potevano chiedere a Paolo di restituire la casa che aveva comprato e pagato regolarmente.
Dal 18 dicembre 2025, questa possibilità è abolita: gli eredi possono chiedere solo un risarcimento economico al donatario, non la restituzione della casa all’acquirente. Ciò elimina il rischio per chi compra, per chi dona e per chi richiede un mutuo. Il risultato di questa riforma è che:
- gli immobili donati tornano vendibili senza ostacoli
- le banche tornano a concedere mutui su immobili oggetto di donazione
- gli acquirenti non rischiano più di dover restituire l’immobile acquistato, anche in buona fede.
Perché queste novità contano davvero
Le nuove norme sulle donazioni porta alcuni benefici di grande rilevanza per i cittadini:
- pianificare la successione è più semplice e conveniente;
- donare un immobile ai figli non crea più rischi futuri;
- comprare una casa donata non è più un rischio: mutui e compravendite tornano facili;
- meno burocrazia e tempi più rapidi per le pratiche;
- risparmio sulle imposte grazie alle nuove franchigie.
La riforma 2026 sulle donazioni porta benefici fondamentali che vanno dal raddoppio delle soglie di esenzione fiscale, all’eliminazione dei rischi legali per acquirenti e famiglie nel caso di donazioni di immobili, alla semplificazione delle procedure di liquidazione delle imposte. Un ulteriore incentivo a confrontarsi con il proprio consulente se si vogliono cogliere le opportunità offerte dalla nuova normativa. Perché se è vero che del domani non vi è certezza, le nuove regole rendono certamente più conveniente la pianificazione del passaggio generazionale del proprio patrimonio.

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