Questa settimana la Banca Centrale Europea ha alzato il livello ufficiale dei tassi di intessere dello 0,50% per contrastare la crescente inflazione nell’area euro ed ha annunciato di aver strutturato un meccanismo di contenimento degli spread chiamato TPI. Si tratta di uno strumento che, vista la recente instabilità politica italiana, potrebbe essere utilizzato a vantaggio dell’Italia nei prossimi mesi. Come funziona il TPI, quali i limiti e le condizioni alle quali potrà essere utilizzato?
Il TPI (Transmission Protection Mechanism) è uno strumento del quale si è dotata la BCE per contrastare spread ingiustificatamente elevati fra i singoli Paesi dell’area euro che potrebbero rendere meno efficaci le politiche monetarie attuate dalla stessa Banca Centrale. Per comprendere al meglio il meccanismo, è utile ricordare gli obiettivi di politica monetaria della BCE e le ragioni dello spread. La BCE, come peraltro sta facendo anche la Banca Centrale americana, ha deciso di incrementare di 0,50% il costo del denaro per tentare di tenere a freno la crescente inflazione nell’area euro. Infatti, un livello dei tassi più elevato frena la domanda di beni e servizi e ciò tende a limitare la crescita dei prezzi. È un processo delicato in quanto livelli dei tassi troppo bassi potrebbero non essere efficaci nella lotta all’inflazione, mentre livelli troppo alti potrebbero frenare eccessivamente l’economia favorendo il suo ingresso in recessione.
In tale contesto, il livello dello spread assume una rilevanza fondamentale. Lo spread è il differenziale di rendimento che i debitori meno solidi devono offrire rispetto a debitori più solidi per compensare il rischio aggiuntivo al qual espongono i loro creditori quando ricevono prestiti: di fatto è una remunerazione aggiuntiva che compensa la maggiore probabilità di non vedersi rimborsare regolarmente interessi e/o capitale. Dunque, il livello dello spread può influire pesantemente sul livello dei tassi complessivi di interesse che potrebbe pagare il singolo Paese dall’area Euro, collocandolo a livelli distanti da quanto “gradito” dalla BCE e vanificando i già complessi calcoli sul livello adeguato dei tassi di interesse. Ecco spiegato in parole semplici le ragioni dello scudo anti-spread: fare in modo che il livello dei tassi di interesse rimanga appropriato nei vari paesi dell’area euro.
Per quanto possa sembrare il contrario, il TPI aiuterà tutti i paesi nell’area euro e non solo quelli che saranno direttamente beneficiari dello “scudo” antispread. Infatti, quando i flussi di capitali escono, ad esempio, dall’Italia perché spaventati dalle prospettive economico-finanziarie e vanno in Germania attratte dalla maggiore solidità finanziaria, il livello dei tassi di interesse cresce troppo in Italia rispetto a quanto desiderato, impattando eccessivamente sulla crescita economica, mentre si abbassa in Germania in un momento nel quale l’inflazione tedesca è molto alta, di fatto vanificando l’efficacia della stretta monetaria. Dunque, un innalzamento dello spread finisce per rendere troppo “pesante” l’effetto del rialzo dei tassi in Italia e troppo blando in Germania.
Per contrastare spread ingiustificati nei singoli Paesi, la Banca Centrale potrà acquistare sul mercato secondario titoli di Stato dei Paesi in difficoltà alzando il loro prezzo ed in definitiva calmierando il loro rendimento. Lo farà in maniera non continuativa, ma solo quando necessario. Ma a quali condizioni? È questo un punto particolarmente delicato per l’Italia. La BCE chiederà al Paese interessato dallo scudo anti-spread il rispetto dei requisiti sul bilancio pubblico indicati dall’UE e delle raccomandazioni della Commissione europea, nonché l’assenza di gravi squilibri macroeconomici e la sostenibilità del debito pubblico. Il nostro Paese è avvertito: se da un lato non saranno richiesti requisiti aggiuntivi per beneficiare del TPI (come accadeva per il MES), una finanza pubblica allegra e non in linea con vincoli e raccomandazioni europee metteranno a rischio anche questo strumento fondamentale a sostegno del debito pubblico italiano!

Consulente Finanziario a Napoli. Ti aiuto a fare le scelte finanziarie più efficaci in base ai tuoi progetti di vita.