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Le polizze vita di ramo I collegate alle gestioni separate sono strumenti di investimento a basso rischio che stanno tornando lentamente di moda in un contesto di tassi obbligazionari in diminuzione.  Si tratta di polizze adatte a specifiche tipologie di investitori, ma non a tutti. Vediamo in dettaglio le caratteristiche, i punti di forza, quelli di debolezza ed a chi si addice maggiormente questo strumento.

 

Cosa sono le polizze di ramo I e come funzionano

Le polizze vita di ramo I sono una specifica tipologia di polizze in cui i premi versati dagli assicurati confluiscono in una gestione separata, costituita dalla Compagnia di assicurazione, e vengono investiti prevalentemente in titoli di stato e obbligazioni con alto merito creditizio. Alla scadenza del contratto assicurativo o a quella di decesso dell’assicurato, la società assicurativa eroga una prestazione pari al capitale investito, rivalutato dei rendimenti, al netto dei costi e della tassazione.

Esistono diverse tipologie di polizze che possono differire per alcune caratteristiche:

  • polizze a premio unico o ricorrente, a seconda che il versamento avvenga in unica soluzione o periodicamente (annualmente, semestralmente, mensilmente, ecc..); alcune prevedono la possibilità di effettuare versamenti aggiuntivi, altre non lo consentono;
  • polizze con scadenza predeterminata (5 anni, 10 anni, ecc.) o a vita intera, quando la prestazione viene erogata al decesso dell’assicurato a meno che non venga riscattata anticipatamente dal contraente;
  • polizze con garanzia del capitale o senza garanzia del capitale del capitale investito;
  • polizze con o senza consolidamento dei rendimenti: nel primo caso, i rendimenti realizzati ogni singolo anno (o ad una determinata data) vengono acquisiti definitivamente dal beneficiario della polizza, nel secondo caso ciò non avviene.

 

 

I principali vantaggi di questa tipologia di polizza

I principali vantaggi finanziari di una polizza di ramo I sono i seguenti:

  • l’elevato (ma mai assoluto) livello di sicurezza, poiché i capitali dei sottoscrittori confluiscono in una gestione separata dal patrimonio della compagnia assicurativa (e quindi non aggredibile dai suoi creditori) ed è investito prevalentemente in titoli di stato ed obbligazioni a basso rischio con una buona diversificazione degli strumenti finanziari;
  • i titoli acquistati ed inseriti nella gestione separata sono valutati al costo storico e ciò fa sì che i rendimenti siano meno sensibili alle oscillazioni di mercato rispetto ad un fondo comune di investimento o ad una obbligazione a medio-lungo termine, che vengono valorizzati ai prezzi di mercato;

A tali vantaggi si aggiungono quelli di natura non strettamente finanziaria quali:

  • l’esenzione dall’imposta di bollo sugli strumenti finanziari (con un risparmio allo 0,20% annuo rispetto ad altre forme di investimento);
  • vantaggi successori, comuni alle altre tipologie di polizze vita, legati al fatto che il capitale pagato ai beneficiari nel caso di morte dell’assicurato non entra a far parte dell’attivo ereditario e, pertanto, non è soggetto ad imposte di successione;
  • l’impignorabilità ed insequestrabilità delle somme conferite (salvo le limitazioni previste da specifiche disposizioni di legge).

 

 

I principali svantaggi di questa tipologia di polizza

A fronte dei vantaggi elencati, questa tipologia di strumenti presenta anche alcuni svantaggi quali:

  • rendimenti generalmente contenuti, a causa della tipologia di strumenti finanziari nei quali le gestioni separate sono investite;
  • la scarsa flessibilità dello strumento che solitamente non prevede la possibilità di riscatto anticipato nei primi anni nel contratto e/o richiede il pagamento di penali; inoltre, nei contratti a premio ricorrente spesso non è consentito interrompere o variare l’importo dei versamenti periodici e quando è consentito sono generalmente previste penalizzazioni per il sottoscrittore;
  • la presenza di costi elevati che possono ridurre in maniera sostanziosa il rendimento netto; infatti, oltre ai costi di gestione annui sempre presenti, nella maggior parte dei casi sono previsti costi di sottoscrizione e/o penali di uscita in caso di riscatto nei primi anni di sottoscrizione (generalmente 3-5 anni).

 

 

A chi sono adatte queste polizze, chi dovrebbe evitarle e a cosa fare attenzione

Le polizze di ramo I sono particolarmente adatte a investitori prudenti, con orizzonti temporali medio-lunghi, che danno priorità alla stabilità dei rendimenti, piuttosto che alla elevata redditività. Inoltre, queste polizze possono essere particolarmente utili per soggetti anziani che vogliono utilizzarle ai fini di pianificazione successoria. Infatti, nel contratto di assicurazione è possibile designare chi si desidera come beneficiario caso morte senza necessità di redigere un testamento. Inoltre, poiché il capitale pagato ai beneficiabi non entra a far parte del patrimonio ereditato, esso non è soggetto ad imposte di successione. Pertanto, questo strumento è particolarmente adatto a devolvere parte del proprio patrimonio a soggetti per i quali le imposte di successione sono particolarmente elevate.

Dovrebbero invece evitare di sottoscrivere queste polizze gli investitori che hanno una propensione al rischio medio-alta ed elevate aspettative di rendimento nel lungo periodo. Allo stesso modo, dovrebbero tenersi alla larga da questi strumenti coloro che hanno orizzonti temporali di breve termine, dato che non sono sempre liquidabili nel breve termine e quando è possibile farlo vengono spesso previste delle penali.

In ogni caso, il maggiore punto di attenzione per i sottoscrittori è rappresentato dal livello dei costi, che in alcuni casi appare spropositato in rapporto alle prestazioni finanziarie potenziali dello strumento. Eventuali costi di sottoscrizione, uniti a quelli di gestione o ai costi di rimborso anticipato potrebbero vanificare i venefici di questi strumenti.

 

 

Conclusioni

Le polizze vita di ramo I sono strumenti che stanno tornando ad essere considerati nel contesto attuale dei tassi obbligazionari; sono adatte soprattutto a chi cerca un investimento a medio-lungo termine, caratterizzato da un basso livello di rischio e da aspettative di rendimento moderate. Inoltre, possono essere efficacemente utilizzati nell’ambito della propria pianificazione successoria. Ma è necessario analizzare con attenzione i costi associati: i sottoscrittori potrebbero essere attratti dalle garanzie assicurative, perdendo di vista i costi troppo elevati che potrebbero ridurre considerevolmente i benefici attesi. Un ulteriore aspetto da valutare riguarda la flessibilità, poiché si tratta di strumenti poco elastici. Pertanto, questi non dovrebbero mai rappresentare l’unico investimento e dovrebbero essere affiancati da strumenti più facilmente liquidabili nel breve termine. Come è noto, non esistono soluzioni universali, ma è importante valutare attentamente la propria situazione individuale e confrontarsi con un consulente per scegliere l’opzione più adatta alle proprie esigenze.